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19-06-2514

Permanenza a Seven Hills.

Lavoro per una miniera, a neanche due giorni di spazio c’è Hera. Ogni sera scruto quel pianeta nel cielo di fronte a me e piango: ci sono più miei amici lì, che in tutto lo spazio, ma non sono altro che polvere.
Non ho assistito alla battaglia di Serenity Valley, ero lontana, su una nave, a portare in salvo quanti cercavano vita e futuro altrove, non ho sentito gli echi dei bombardamenti o i lamenti di coloro che cadevano sotto al fuoco alleato. Ma ho il riverbero nelle orecchie, il dolore in petto e la tristezza in mente. Vedere ogni sera il luogo in cui si sono infranti i sogni di buona parte di noi, mi fa male, ma non ci sono solo lacrime. Ogni giorno mi alzo e mi ripeto che non può esser davvero tutto finito, i milioni di morti non possono essere stati inutili. Sicuramente c'è ancora qualcuno, vivo, da qualche parte, che crede nell'Indipendenza e io lo troverò.
Devo andarmene al più presto. 

Sun

29-11-2513

Son su Haven da un po'.
Ho lavorato ininterrottamente a macchinari obsoleti ed immensi, motori polverosi e rossi dal ferro che si estrae su questo pianeta. La paga è buona, si parla poco, la gente non ama raccontare i fatti propri, qui come altrove. Ogni cosa ha una vaga sfumatura di rosso, case, tetti, strade, persino le persone sembrano assumere tale tonalità e non per un sano colorito dato dalla permanenza al sole. 
Eppure anche qui, il silenzio di molti nasconde la voglia di sollevare la testa, questi anni di finto armistizio hanno mantenuto i carboni accesi sotto uno spesso strato di cenere. L'ho percepito negli sguardi e nei cenni di chi ho avuto intorno sino ad ora. Nessuno parla, ma quasi tutti hanno scritti in volto i propri pensieri, rughe dolorose ad increspare le fronti consumate da fatica del lavoro e del sopravvivere.
L'Indipendenza è lì che attende, chi di nuovo sarà il primo a sollevare la testa rispondendo al suo richiamo?
Io per ora rispondo alla chiamata dello spazio, mi sono fermata anche troppo tra polveri e metalli, ho già trovato un passaggio per Spacebird, un paio di settimane e sarò altrove.

Sun

07-04-2513

Il lavoro qui a Tauron è quasi finito, io sono pronta a riprendere il viaggio, la vita di campagna mi è piaciuta,  a inizio ad esser stufa di aratri e zolle di terra nera. Chi al inizio mi guardava con sospetto, ora è dispiaciuto che io sia prossima a partire, gente semplice, di cui porterò nel cuore un buon ricordo. 
Quasi mai ci siamo trovati a parlare del passato, ma l’Indipendenza si nasconde ancora sotto la pelle di coloro che ora si occupano di agricoltura, invece che di guerra. Nessuno ha notato il mio marchio ed io mi son guardata bene dal togliere il bracciale di cuoio. Qui, come altrove, ho percepito che i pensieri sono differenti da quel che appare, ma nessuno sembra aver voglia di riprovare, la sconfitta è sulla bocca di tutti, le mani di buona parte della gente sono ancora sporche del sangue dei loro cari, la terra è ancora gonfia di lacrime. Ma ci siamo capiti comunque, ho stretto mani calorose quando ho detto che me ne andavo. Spero di tornare quando il Verse sarà libero. Spero di tornare.
Ho trovato un passaggio per Victory, conosco di fama quel posto, spero di non cacciarmi nei guai. Ma è giusto uno scalo veloce, non so neanche se mi cercherò qualcosa da fare, pensavo di trovare immediatamente un passaggio per Treesprings. 

Sun ... pronta a riprendere il viaggio.

15-02-2513

Quanto è passato? 
Spostamenti e ricerca di lavoro hanno assorbito i miei pensieri. Non si può vivere di soli ideali, ne sono consapevole, quindi è stato periodo intenso e mi sono concentrata su questioni più banali, come sopravvivere. Il viaggio è stato breve, in fondo sono solo a Tauron, era dalla guerra che non mi trovavo qui. A fatica ci si riprende, i segni sono visibili qui come da me, situazione simile, motivazioni differenti: questo pianeta è stato in parte risparmiato perché ricco di risorse naturali, noi di Richleaf, invece, essendo tra i primi pianeti a subire i bombardamenti, abbiamo avuto più tempo per rinascere. La situazione però non è che sia migliorata, i padroni di prima si sono accordati con quelli di ora, e chi sognava finalmente una nuova via per tutti e non per i soliti pochi, si è trovato come prima o forse anche peggio …. “dividono i servi, dividon gli armenti, si posano insieme sui campi cruenti d’un volgo disperso che nome non ha”…. i padroni hanno solo cambiato volto e divisa, gli altri sono morti. l’Indipendenza è stata solo una breve illusione? Tutto mi dice si sì, ma io non voglio arrendermi a questa insulsa affermazione. Dovrei non pensare al passato e concentrarmi sul oggi, ho trovato lavoro a riparare mezzi agricoli per due mesi a sostituire uno che è dentro, mi son pure trovata una stanzetta, potrei cercare subito un passaggio, ma non ho fretta. Ho bisogno di aria fresca e lavoro stancante, sento il profumo della terra all'imbrunire, sento la vita che ci prova a ritornare, anche se a fatica, troverò quel che cerco, magari non qui, magari non ora, ma sicuramente c'è, da qualche parte nel Verse.

Sun 

27-01-2513

Buon compleanno Sun,
a casa dopo pressappoco due anni. Quasi non ci credo. Varcata la soglia ho pianto, odore di umido e di lillà, casa. Ho camminato nel silenzio dell’officina vuota, sfiorato il mio vecchio letto, prese le poche cose che ancora avevo lì da cui non volevo separarmi. Ho dormito nel letto del mio vecchio, ma, prima di chiudere gli occhi, ho pensato a lungo.
Sono stati anni eterni: prima la guerra che devasta il pianeta, poi il vecchio Buck che muore per il tifo, l’Alleanza che ci cercava, la fuga verso Safeport. I volti che ora di nuovo affollano le vie di Las Rosas non sono più quelli che conoscevo, loro in buona parte sono a Serenity Valley e non penso che torneranno.
Oggi guardavo il marchio sul mio polso sinistro, unico segno tangibile che mi ricordi che davvero abbiamo lottato per l’Indipendenza, non è stato un sogno … o un incubo.
Buona parte di coloro che erano con me allora, i ragazzi di Arcadia, discarica sud di Las Rosas, se non sono morti tra le baracche o nei combattimenti, allora sono da qualche parte a pagare per i loro ideali.
Non era il mondo perfetto, ma nella nostra povertà avevamo la libertà che pare ormai lontana, o almeno ci sembrava, poveri illusi, perché alla fine c’è sempre chi comanda, da solo o con altri, ed ai poveracci arrivano briciole comunque. Se solo penso alle illusioni degli anni passati, a come siamo stati presi in giro, mi viene ancora il nervoso, i miei pugni si stringono a trattenere il nulla che tutto questo ha lasciato.
Buck mi ha sempre detto di non portare rancore, di non odiare senza conoscere, perché si commettono sempre errori di valutazione.
Stronzate, ho odiato chi ci lasciava in povertà prima, chi ha ucciso i miei amici, chi ha bombardato e portato le epidemie, poi. Non c'è stato giorno in cui io non mi sia alzata maledicendo chi ci ha procurato tanto dolore, senza neanche accorgersi di noi che eravamo lì a prender le bombe.
Però la settimana scorsa mi sono svegliata ed ho capito, non serve disprezzare, non serve rimuginare o piangersi addosso. I tempi sono stati ostili, ma gli ideali non muoiono sotto le bombe, nè dietro le sbarre. Non è possibile che sia tutto finito, non è possibile che alla gente ora vada bene questa miseria. Per questo sono tornata a Maracay a salutare il Vecchio, gli ho lasciato un fiore sulla tomba, dopodomani riparto, i pianeti che ancora non conosco sono molti ed io ho solo una vita.

Tanti auguri Sun